samuel flowers festival piemonte chic

In quello che fu il cortile della lavanderia del manicomio di Collegno, si svolge il Flowers Festival, evento dal grande impatto per tutta la scena musicale di Torino (e non solo), giunto alla terza edizione consecutiva.

Ieri sera a calcare il palcoscenico è stato Samuel, cantante fondatore del gruppo Subsonica ma, dal 2016, al lavoro come cantautore solista: e lo fa con “Il codice della bellezza”, il suo primo progetto in solitaria, che può essere considerato un inno ai chiaroscuri delle relazioni umane, tra le dissonanze e le vicissitudini che animano ogni storia, in tutti i suoi risvolti, positivi e negativi.

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La serata inizia con “Rabbia”, che scatena subito il pubblico, brano in cui racconta come in una coppia è necessario saper affrontare un litigio, magari distaccandosi per poi ricongiungersi e capire che questo è “indispensabile”.

Poi arriva il momento di un brano dallo stile rock alternativo, con contaminazioni elettroniche, “Più di tutto” che fa ballare il pubblico sulle note di un ritmo incalzante, per arrivare al primo singolo da solista “La risposta”: la canzone che ha maggiormente dipinto gli ultimi anni della vita musicale dell’artista. Un brano in cui Samuel “cerca una risposta” che sembra arrivare puntualmente al momento del ritornello che manda letteralmente in visibilio tutto il pubblico presente: ritmo in crescendo, synth e ritornello da ascoltare in loop che entra nella testa.

Giunge poi il momento dell’unica cover in elenco, un brano dei Nomadi del 1968, “Ho difeso il mio amore”, brano che ha presentato anche nella serata cover di Sanremo 2017, fortemente modernizzato secondo le ritmiche e le sonorità più proprie di Samuel, capace di trasmettere una grande emozione su un brano di grande sentimento.

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Ma dopo la ballad dal sapore più intimista “Luna piena”, arriva il momento del brano che Samuel ha presentato al 67° Festival di Sanremo “Vedrai” che con una ritmica esplosiva si impone come un pezzo chiave di tutto il concerto.

Arrivati a poco più di metà spettacolo, Samuel presenta la band con Ale Bavo al synth e tastiere e Christian Tozzo (dei Linea 77 – gruppo musicale alternative metal formatosi nel 1993 a Venaria) alla batteria.

Subito dopo arriva il momento del tormentone estivo “La statua della mia libertà”, pezzo dalle sonorità allegre e reggae, che tratta però il delicato tema della migrazione, per poi presentare un inedito “Il rischio”, brano dal gusto autobiografico, anche in considerazione della sua decisione di avviare il progetto da solista.

Giunge poi il momento della canzone che ha scritto per Giuliano Palma “Un grande sole” e poi di “Passaggio ad un’amica”, brano rock che racconta il difficile rapporto di un uomo che si innamora della sua migliore amica.

A questo punto è il momento di una breve pausa per il cambio abito e quando rientra Samuel affronta il fatidico momento di raccontare il suo passato – presente coi Subsonica, che resta per lui un’entità importante ma che, come ogni altro rapporto della vita umana, presenta luci e ombre; infatti se da un lato “la creatività all’interno di un gruppo è maggiormente stimolata dal confronto continuo con gli altri membri”  dall’altro però – come dice – per far quadrare un pezzo ognuno deve togliere inevitabilmente qualcosa di sé” per questo motivo ha deciso di mettersi alla prova e assumersi la completa responsabilità e il rischio (come ha scritto nel suo inedito) di questo percorso.

A questo punto Samuel ci delizia con 3 canzoni storiche dei Subsonica, magari meno note al grande pubblico ma che ‘raccontano perfettamente il suo mondo’, a metà tra melodie incalzanti e ballate più intime che colpiscono per le atmosfere che la sua voce riesce a ricreare.

Poi è il turno di “Voleva un’anima”, pezzo cantanto con Lorenzo Jovanotti (collaborazione importante nella produzione dell’album di Samuel),  che è il penultimo brano del concerto, che recupera un sound elettronico dal sapore pop, e racconta la storia di un uomo alla ricerca di sè stesso, per chiudere con quello è il brano title-track dell’album “Il codice della bellezza”.

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Il concerto si chiude con tantissimi applausi e ringraziamenti da parte del pubblico verso Samuel e tutti i componenti della band.

Alla fine di questo evento appare evidente come questo nuovo percorso artistico coniughi perfettamente i canoni della musica leggera italiana con la modernità dell’elettronica europea e Samuel si accredita come un artista completo, capace di reinventarsi in una veste inedita, decisamente credibile, anche al di fuori dello storico gruppo dei Subsonica.

Ampio riconoscimento infine va dato anche all’organizzazione del Flowers Festival che ha saputo raccontare le atmosfere, i colori e i sogni di questo straordinario artista in una serata dalla cornice suggestiva!

Scaletta del concerto di Samuel al Flowers Festival 2017

  1. Rabbia
  2. Il treno
  3. Più di tutto
  4. Niente di particolare
  5. Qualcosa
  6. La risposta
  7. Costa poco
  8. Ho difeso il mio amore
  9. Luna piena
  10. Vedrai
  11. Dea
  12. Come una Cenerentola
  13. La statua della mia libertà
  14. Il rischio (inedito)
  15. Un grande sole
  16. Passaggio ad un’amica
  17. Dentro i miei vuoti
  18. Lasciati
  19. Dormi
  20. Momenti di noia
  21. Voleva un’anima
  22. Il codice della bellezza

Ulteriori info su calendario ed eventi sul sito: http://flowersfestival.it

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